Sicurezza e Immigrazione

“La colpa è nostra che li abbiamo colonizzato, che abbiamo ridotto alla fame il continente africano”. Quante volte si sono sentite queste cose uscire dalle bocche sia dall’estrema sinistra che dall’estrema destra? Troppe volte. E’ venuto il momento di dire che il periodo coloniale è finito e che non c’è più nessun tipo di colonizzazione “informale”. Gli immigrati africani, soprattutto quelli dell’Africa Sub-Sahariana, semplicemente fuggono da stati disfunzionali, male amministrati e poveri. Hanno il diritto di cercare occasioni di vita migliori in altre parti del mondo? Certamente si. Però per cercare nuove opportunità di ricchezza e di siccesso, lo devi fare in modo legale. Perchè a quel punto l’Occidente, e l’Italia in particolare, ha il diritto di rimandarti indietro.

Prima il Nord Africa era abbastanza stabile, dominato da dittature militari o autocrazie. Non certo il modello di governo preferito nei salotti buoni occidentali, ma questi stati erano un cuscinetto tra l’immigrazione senza controllo e l’Europa. Poi qualcuno in Europa ha deciso che la Libia doveva diventare una democrazie limpida e cristallina, ed il nostro paese si è trovato invaso di immigrati clandestini.

L’immigrazione va governata, disincentivata e stoppata sia con mezzi politici che economici. La politica deve capire che il nostro interesse è avere una Libia stabile e forte, non democratica. Chi pensa di portare Toqueville e Montesquieu a Tripoli ha le visioni. L’economia invece deve intervenire in un altro modo, meno visibile e più a lungo termine. Serve avere il coraggio di dire no al buco nero della cooperazione, utile solo in pochi e mirati casi, ed integrare sempre di più le economie africane con le l’economia e gli standard occidentali. La ricchezza passa attraverso il commercio e l’industria, non attraverso i regali.