CDU-CSU: Come la Germania affronterà gli anni a venire

Di Giulio Sindaco

È fondamentale, durante questi anni di transizione continentale, dal periodo pre-crisi sino alla Brexit, affrontare la questione relativa alla successione della Cancelliera tedesca Angela Merkel. Mentre lo sguardo della maggioranza degli opinionisti e dei commentatori è rivolto verso le politiche di Emmanuel Macron, in Francia e a livello europeo, risulta, quindi, doveroso affrontare il nodo tutto tedesco dell’eredità politica della leader attuale. Negli ultimi due anni, in particolare, quest’ultima è stata aggredita su più fronti, da avversari interni ed esterni all’ Unionsparteien (tra CDU e CSU). L’attacco più duro è stato sferrato da Horst Seehofer, il capo politico dell’Unione Cristiano-Sociale di Baviera. Pur essendo un alleato di governo della cancelliera, Seehofer non ha esitato a colpire la medesima con dichiarazioni talvolta pungenti, in special modo relative ai temi dell’immigrazione irregolare, proveniente sia dalla rotta balcanica, peraltro chiusa anche col contributo dell’Ungheria, dello “scomodo” Orbán, sia da quella mediterranea. Tuttavia, ai più questa malcelata critica è sembrata perfettamente corrispondente alle posizioni, da sempre maggiormente conservatrici, del gemello bavarese della CDU. Da un lato, innumerevoli pressioni volte a modificare la linea del governo tedesco sul tema (che, pure, non era stata particolarmente generosa con gli irregolari), la quale costituisce un’operazione inedita di accoglienza dei rifugiati siriani, hanno spinto Seehofer a quelle dichiarazioni. D’altro canto, la linea dura si deve anche attribuire alla crescita sostenuta della quale hanno goduto sia AFD (nazionalisti) sia FDP (liberali di centro-destra), rispetto alle elezioni precedenti.

Per Merkel è necessario che vi sia una continuità tra la sua leadership e quella successiva. La candidata attualmente favorita alla successione sarebbe Annegret Kramp-Karrenbauer, governatrice del Saarland, di famiglia cattolica e conservatrice, ma meno “estrema” del potentissimo rivale Jens Spahn, sostenuto dall’ala più vicina alle posizioni della CSU bavarese. Mentre Kramp-Karrenbauer ha sempre sostenuto le posizioni del governo in tema di sicurezza e integrazione, lo stesso non si può dire del principale antagonista Spahn. Quest’ultimo è conosciuto nel partito, oltre che per essere un giovane rampante, anche per aver conquistato l’area più a destra della CDU, sapendo coniugare l’apertura sui temi dei diritti civili e della bioetica con un maggiore controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea. Ha, inoltre, criticato l’apertura indiscriminata all’enorme numero di profughi di cui la Germania si è fatta carico in pochi mesi (quasi un milione), attraendo le simpatie di buona parte degli alleati CSU, e, de facto, facendo lo stesso con gli ex coalizzati del FDP.

Un altro nome che circolava inizialmente era quello di Ursula von der Leyen, Ministro della Difesa, famosa anche per l’intervento in Ucraina contro i ribelli filo-russi, mediante l’invio di droni in loco, e per le operazioni internazionali contro il terrorismo. L’attivismo della donna, tuttavia, non parrebbe più sufficiente alla cancelliera per guidare il partito dopo il termine del proprio mandato alla guida del medesimo.

Altra opzione in continuità con il cancellierato sarebbe la nomina di Julia Klöckner, la quale, tuttavia, pur essendo vicinissima a Merkel, si è mostrata meno tollerante ed aperturista rispetto alla questione rifugiati, proponendo l’introduzione di quote limite, alternative alla linea di accoglienza incondizionata. Klöckner, tuttavia, dovrà affrontare il confronto con Spahn, e non è detto che ella ne esca vincente, anzi…

Le scommesse sono aperte, ma è importante ricordare che nessuno dei summenzionati successori si è mostrato particolarmente vicino alle posizioni dell’Eliseo sulle riforme dell’Unione Europea. Probabilmente, Angela interverrà comunque, cercando di influenzare i rapporti tra il futuro erede ed il Presidente della Repubblica Francese da dietro le quinte.