Mese: gennaio 2018

Le ambizioni di Teheran rischiano di fallire per le proteste

Di Francesco Cirillo

Nel 2004 il Re di Giordania Abdullah mise in guardia il mondo dalla minaccia iraniana e dal suo progetto Geopolitico della Mezzaluna Sciita, un asse di paesi legati a Teheran con cui l’Iran degli Ayatollah progettava di raggiungere le sponde del Mediterraneo.

Oggi il progetto del corridoio Teheran-Baghdad-Damasco-Beirut si sta per realizzare grazie alla guerra combattuta dalle milizie sciite filo-iraniane in Iraq e in Siria. Il supporto militare iraniano alle forze di Assad in Siria, supportate dall’aviazione russa, hanno riportato il conflitto in favore delle forze di Damasco. L’emanazione degli Iraniani sono stati anche le milizie libanesi di Hezbollah, altamente addestrate e ben equipaggiate dagli Iraniani stessi. Infine Teheran ha inviato le forze Quds( la Brigata Gerusalemme ),battaglione per le “missioni” all’estero delle Guardie della Rivoluzione Iraniana, sotto il comando del Generale Qassem Suleimani, principale ufficiale di Teheran nella regione.

L’Iran in Siria punta a restare

Teheran ha più volte smentito le accuse di Israele e gli USA di aver iniziato a costruire basi militari iraniane nel sud ovest della Siria, sotto controllo del Regime, a pochi chilometri dalle alture del Golan, di fatto in grado di colpire Israele con i missili a media gittata.

Tra Novembre e inizio dicembre le forze aeree israeliane hanno effettuato raid contro presunte basi militari iraniane in fase di costruzione a sud della Capitale siriana.

Ma la guerra contro l’Isis, combattuta dalle truppe siriane e supportate da alleati sciiti coordinati da ufficiali dell’esercito iraniano. L’Impegno militare Iraniano ha impedito il collasso del regime di Damasco. Con l’assicurazione della permanenza di Assad in Siria, Teheran mira ad aprire il corridoio Teheran-Damasco.

Dal 20 dicembre scorso in Siria sono giunti veicoli militari iraniani dall’Iraq, aprendo la cosiddetta autostrada sciita Teheran-Baghdad-Damasco. Le segnalazioni sono giunte il 16 dicembre dalla cittadina di Al-Baaj, al confine siro-iracheno. Fonti militari irachene hanno riferito che i convogli trasportavano battaglioni delle truppe paramilitari delle Guardie della Rivoluzione e delle Forze di mobilitazione popolare. Inoltre dall’autostrada avevano iniziato ad affluire anche milizie sciite irachene.

L’autostrada Sciita: Teheran-Baghdad-Damasco-Beirut

il Progetto iraniano punta a facilitare il trasporto dei miliziani sciiti alleati dell’Iran dall’Iraq alla Siria e per trasportare i rifornimenti bellici iraniani agli alleati di Hezbollah in Libano. L’Iran punta anche ad avere uno sbocco indiretto, in futuro, sulle sponde del Mediterraneo Orientale e per avere un ruolo nella ricostruzione della Siria post-bellica. La realizzazione della Mezzaluna sciita porterebbe forze militari iraniane al confine settentrionale con Israele e a pochi chilometri con le alture del Golan sorvegliate dall’esercito israeliano.

Le proteste in Iran: cambio di programma?

Le proteste scoppiate nel paese rischiano di ridimensionare i piani geopolitici di Teheran.

I manifestanti chiedono che Teheran ritiri le proprie forze dalla Siria, smetta di appoggiare le milizie di Hezbollah e ridisegni i propri piani geopolitici nella regione.

Difficile visto che gli alti funzionari del regime degli Ayatollah sognano questo progetto dal 2004 e sono ad un passo dal realizzarlo.